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Hanniblabla Lecter, le radici del male. Di pancia.


Ma chi hai voluto impressionare? Neh moccioso spocchioso che sei! Hai la schiuma di latte appesa al mento: spùtati da solo prima che chiami un paio di amici cammelli! Sei buio e inopportunamente lento, calcato come le righe perfette che fa il sacchetto nero della spazzatura, inutili e fetose, impregnate dal di dentro di succo d’arancia, albumi inutilizzati e profumo rancido di banane. Puah!

E’ raro che io dia il tu a un film. Forse rarissimo. Ma questo si suol dire pacco, ‘sto Hanniblabla Lecter. Sbagliato in tutto. Triste come un ernia con un pianoforte che si lamenta, un ricordo che abboffa quella di prima, e un cattivello che vuoi anche sforzarti di giustificare quando invece è talmente di poco conto che - ‘sti cazzi nun ce lo metti?

Quando si mette mano a una storia che regge – specie nel caso silenzio degli innocenti – per fare l’antefatto d’ogni fatto, bisogna avere le palle di uranio e poi urlare un motivo, un’idea, e infine narrare come se si andasse a graffiare l’occhio del mito. Tu, dico tu Hanniblabla Lecter le radici del male, non puoi permetterti di sciacquarti nel facile bidet dei crimini di guerra, e poi mandare avanti un unico lungo sbadiglio rettilineo e analfabeta per – solo – una vendetta. Tarantino con Bill? Così ti difendi? Ma tu l’hai visto cosa ha imbastito quel folletto attorno alla sua di vendetta? Hai visto o no? Hanniblabla Lecter, le tue radici non sono di mal di pancia solo perché avevo mangiato riso e lenticchie con una manciata di piselli, e, ammesso il caso contrario a questo che dico alleggerendoti, poco vanto ci sarebbe nell’unica reazione che mi fai e che non chiamo diarrea per rispetto verso chi legge, pallamoscia! Pure il love affaire ti sei voluto ritagliare, ridicolo sussulto d’uretra! Più consono alla storia sarebbe stato l’amplesso con un mulo, visto che vogliamo mandare a puttane ogni barlume di coerenza.

Un pacco. Una fregatura. Quel vecchietto era così pimpante e raffinato, una miscela di trippa amara e colta sagacia, e invece mi fai un Hanniblabla giovanotto lesso con un po’ di rossetto e mi dici che quello è sangue? Ma io ti piscio nell’orecchio, altrochè!

Che poi tu riesca a fare un finale più schifoso del resto del film mi conferma che qualcuno di quei criminali oggi avrebbe fatto bene a passare da casa tua. E a lui, a lui dico buon appetito.

Pubblicato il 26/6/2007 alle 20.47 nella rubrica cinèma.

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