.
Annunci online

ciromonacella
'o munaciello


Diario


25 dicembre 2007

Endocronica della borraccia



Hanno fatto baldoria per tutta la notte. Non che li abbia visti, ma avvertiti sì, sentiti sì, come non con gli organi preposti al vocabolo per (de)tradizione. Coi sensi allora, sentiti che ballavano in qualche posto assai vicino ma inaccessibile di passo. Musica e gole squarciate, sentite dagli spostamenti di stormi di polvere ad ogni giravolta, ad ogni volteggio, ad ogni orlo di gonnella che s’innalza ai santi cieli smascherando sacerrime carni ambrate. Mi hanno perfino inviato un sunto d’immagini, molto probabilmente cooptate random da essi stessi: un vecchio dal naso curvo con le rughe d’ottone e gli occhi due castagne senza riccio nude, chino sul sugo che rimestola e assaggia con unghia decantandone la sapienza… una fila di suore coi talloni insanguinati e le ginocchia spellate per la troppa devozione, anche queste inviatemi mi strisciavano ai piedi osannandomi il puzio che sa e deve creare a arricreare… ma altro m’hanno mandato, in modulazioni avanzanti come spasmi, contrazioni d’organi, asfissie, fluidi sospesi contro gravità, non senza violenza… e quelli che ballavano e si esploravano i corpi in ciechi strusci. Non avevo forse fatto esperienza di una gioia così rumorosa, estroversa, disposta all’estero, alla caraibicità d’ogni coscienza, alla tensione all’esser palpitanti e variopinti e leggeri e pungenti dolci… alla mariposità.

Poi dopo qualche ora li ho finalmente visti. Giù, nell’acqua fredda, uno sull’altro cadaveri senza pallore, esistenti in forme casuali come mostri dell’utero, e tutt’attorno un’aria invasa di marcescenti vegetazioni dai nomi evocativi, e belli, ora fatti inversi, disposti all’interno, introversi con sfumatura spoglia ma nitida di suicidio. Stamattina li ho visti, dopo averli sofferti per le poche ore che dura la notte, stamattina.

Stamattina ho cacato stronzi di rum e cola.

 

‘O Munaciell’

 

 

“Il fatto che la maggiore interpretazione della tradizione
statunitense nella magica arte
dell'ubriacatura
sia la
parte dolce di un drink politico
spiega esaurientemente quest’epoca”

Pensiero Borracho


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ubriacata cuba libre

permalink | inviato da ciromonacella il 25/12/2007 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


24 dicembre 2007

Napoli Torino 1 - 1


21 dicembre 2007

profiteroles

 

 

Stanotte ho fatto buonissimi pensieri. Talmente buoni che nel mentre riuscivo ad avvertire il consumo di zucchero nel mio cervello. Come una cannuccia che succhia via dal rum quella fatata pera. Allora ho sentito un insopprimibile bisogno di profiteroles.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. consumo zucchero come un caffè

permalink | inviato da ciromonacella il 21/12/2007 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


20 dicembre 2007

sono solo siparietti

Pare quasi ufficiale. Ho un secondo cane. È arrivato con solo lo spazzolino da denti qualche settimana fa, già nomato, Elvis. Ma pare che debba restare, insomma ci hanno inculato. Per carità lui è uno splendore: è uno stupendo cucciolo, un cucciolo pastore tedesco di genitori poliziotti che appena sette mesi è già alto più del mio bel cagnone meticcio Leòn, ed ha un paio di zampe anteriori che giurano una stazza mastina. In cortile è tutto ok, mentre Leòn ha segnato il territorio in casa: a lui spettano il divano, la poltrona e il lettino. A Elvis tutto, dico tutto, il pavimento – che comunque non smette di spettare anche a Leòn. I culi non se li annusano più, segno che si stanno adattando, si conoscono ormai. Leòn gli ringhia se Elvis sgarra, gli ringhia anche se io lo rimprovero (mi aiuta, si ritiene mio collega), gli mordicchia il collo freneticamente ma senza stringere, e a quello gli scappano quattro gocce di pipì mentre stendendosi si appella alla clemenza meticcia che proprio in quanto tale arriverà, ma dopo un ultimo morsicino. A volte si baciano nel gioco, si educano. Anche se Leòn ha una testaccia di cazzo pare essergli d’esempio al tedesco che, considerata la facilità con cui apprende e fa del gesto subitanea norma, non avrà difficoltà a diventare una testa di cazzo tedesca – e sappiamo dalla Storia quanto sia pericoloso il fatto. Comunque già fatto, corsi e ricorsi i binari sono già in creazione percorsi. Certo… un casino della madonna. È impossibile cucinare senza rischiare di inciampare sulla fresca smania del pastore – ha infatti appena scoperto di avere una coda, e ancora non la riconosce come sua, e rotola, girotonda, scatta la mascella, ringhia e piagnucola… furba la coda! pare pensare. Leòn la fase l’ha superata, ciò nonostante non manca talvolta di buttarsi nella zuffa contro la coda di Elvis. È un divertimento, ma un casino comunque della madonna. I giornali resistono in quella loro caratteristica tenuta piana e squadrata per giusto un paio di minuti – appena ti volti ne vengono accartocciati, appallottati, arravogliati, dilaniati senza pietà, e sparsi per la casa con una geometria apparentemente senza logica. Ho appena trovato le cuffiette sgranocchiate e risputate in minuscoli gingilli neri e argentati. Poi peli d’ogni lunghezza e colore sui miei maglioni di lana. Dicono che l’animale ti riempie la casa. Leòn, aspirando all’umano, riempiva anche la poltrona davanti al fuoco. Ma adesso è certo che la casa è piena serio, è colma, a volte pure vibra. Credo che se entrasse una mosca la casa esploderebbe. Quest’estate, la vedo dura. Forse ci cacciano.




permalink | inviato da ciromonacella il 20/12/2007 alle 2:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


18 dicembre 2007

manhattan

 

Qualche sera fa ero a Manhattan e… pare che la recitazione abbia ancora una funzione, questo ho imparato. L’attore, la forza di angolarsi, di masticarsi, la capacità di impadronirsi della luce e di piegarla, la reattività e la digestione dei toni. Questo ho imparato. Poi i testi vincolati all’esigenza di una più sottile costruzione. È un’impalcatura che sfugge alle norme architettoniche basilari, è la voglia di dire più cose contemporaneamente. Sai.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. manhattan

permalink | inviato da ciromonacella il 18/12/2007 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


18 dicembre 2007

libmagazine numero XVIII


On line il nuovo numero di Libmagazine 

Intervista di Cangiano e Maragò a Simone Cristicchi,

intervista di Fornterrè alla signora Amatruda,

poi Nardi, Reale, Marullo e Simonetti, Costa, Lupi e Sozi.

Io qui con tv-days, radio, tivvù, internet, dove siamo e dove andiamo,

cosa vogliamo, quanto paghiamo per cosa vogliamo, tu che prendi?

Una manciata di pistacchi e quattro dita di bianco, grazie. Arrivederci.

Ehi ma… se ne va senza pagare? Ehi! signore, il conto! Ehi! fermate

Quel tizio! No, non quello, quell’altro, quello alto, quello lì. Ecco. 10 euro.

 

[Ah, se vedete un paio di Bin Laden è colpa mia.]




permalink | inviato da ciromonacella il 18/12/2007 alle 0:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


17 dicembre 2007

mica solo i piedi, i capelli ad esempio, ed altre sporgenze

 

Certo che un buon calciatore in osservanza alla norma fondamentale che determina i modi del suo agire si riconosce dal piede! Ma non basta.
Se avesse avuto qualche cronico chilo d’esubero, se avesse avuto la smania di pitturarsi le ciocche di colori in plastilina dopo aver in più sposato la pop star, se avesse adorato esclusivamente la buona tetta velina, se avesse avuto la propensione ad alcolizzarsi nei locali notturni del bibendum Mediolanum, se avesse ricevuto la morbosa attenzione della nike… o ancora: se tra i dribbling annoverasse la rissa, se mandasse a fanculo (o a zucare) l’arbitro per il solo fatto d’esistere, se avesse un inutile broncio, se bevesse birra a catini, se facesse il coatto, se avesse un cognome almeno bisillabo (e magari ossitono), se avesse un bel soprannome invece di “giardiniere”… e, dolce alla frutta, se appartenesse a gesù…
Julio Cruz sarebbe un fuoriclasse.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. julio ricardo cruz ronaldo beckham

permalink | inviato da ciromonacella il 17/12/2007 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa


13 dicembre 2007

bisogna essere cattivi, cattivi e intransigenti

No, è che sto studiando. Poi parallelamente mi viene da mettere in discussione molte cose, di più: mi viene da smezzarle prima della discussione. Ernie? Sì, potrebbe. È che non se ne può più. Fa bene leggere considerazioni su certe epoche a distanza di epoche, allena l’obiettività, aliena. Certo allora, se è così proprio ernie. Abbiamo questo ometto livido che resiste sulla scena come un affamato, grasso, appeso alla cordicella dorata del sipario, affannoso e sorridente, affanni e denti unge la terra dove cammina e l’erba ci cresce folta. Ma puzza l’erba e non di erba. Beh? Che è? Armato rosso mi sono svegliato. Il punto non è puntare o non puntare punti intellegibili, fatti fattuabili, prove dimostrabili. Il punto è che a un certo grado di esposizione bisognerebbe essere lievi, depersonalizzati, come carta igienica pulita. Il punto è che un popolo che abbia un briciolo di capacità critica strapperebbe via senza remore alla prima promessa o ombra o presunzione di sgommata di merda – vista la posta in gioco. Invece no. La coscienza critica annega in masturbatorie riflessioni di fiducia, di fede. Riflessioni di fede… come ci sfotte la vita!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi

permalink | inviato da ciromonacella il 13/12/2007 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


12 dicembre 2007

tiritir tiritiro

Dai, ragazzi, tutt’un coro (ah, voi laggiù… se poteste accennare un risicatissimo tremoliccio di voce, tipo commozione ma un po' di più... ecco un po’ di più). Siamo pronti? Via!

 

 sì sì certochessì, siete proprio la spina dorsale del paese,

 siete come gli Appennini e anzi di più senza diminutivi,

 siete il midollo d’Italia (e chissà se davvero c’è in ciò vanto)…

 

però mo nun ce scassate cchiù ‘o cazz.




permalink | inviato da ciromonacella il 12/12/2007 alle 15:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


11 dicembre 2007

libmagazine XVII

 

Silvio Viale Risponde
di Astrid Nausicaa Maragò
Conversazione con
il ministro Fabio Mussi

di Michele Fronterrè
Il triangolo rosa
di Luca Martinelli
Aldo Moro:
Congetture ardite
di Giuseppe Nitto
Paranoid-Park
di me medesimo
Dalai Lama e quote rosa
di Ivrès Taverni
Arte delle donne

di Monica Costa
Calamità permanente
di Marzia Cangiano

Oltre alla vignetta di sopra (very movie-stylist) oggi c'è anche quella di sotto,
la troverete nell'articolo di Martinelli, ma vista l'ora le avrete già trovata,
se un nuovo giorno, rivista l'ora, è appena cominciato, e un vecchio giorno,
rivista Libmagazine, ... vecchio giorno... ospizio... Abramo Simpson.





Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libmagazine paranoid park gus van sant

permalink | inviato da ciromonacella il 11/12/2007 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


10 dicembre 2007

giusto per chiarire

Stanotte ho sete. Voglio che scorra sangue. E non ho sete. Quando scrivevo così non lo facevo per spirto polemico, ne per guadagnarmi un facile appoggio. Lo scrivevo perché l’invasione di questi filmacci toglie spazio vitale ad est, a nord est di Napoli, che occorrerebbe quel certo tedesco per ridar vigore morale al nostro branco di molli lattofili peninsulari. Qui attorno sono spariti i cinema, c’è un paio di multisale con gli schermi da giocarci una partita di basket, o pure lenzuola buone per quella fase spropositata del Gulliver. Ma la regola del multisala è la scarsa differenziazione dell’offerta, l’omologazione, il prodotto che non scontenti, che non azzardi. Piatto. Perciò tutte le luci e i manifesti, per alluccunire. Allora succede che il film che vuoi vedere – t’è venuto così, c’era anche dell’altro di accettabile ma tu hai scelto quello, lo vuoi vedere per seguire un discorso sospeso, un appuntamento concordato con un regista, proprio quello lì, giusto per vedere se ha imbroccato davvero e in via definitiva il sentiero sbagliato o se sono cose, sono scelte che capitano come quella fottuta volta che fottesti senza tappo…

Dicevo, il film che vuoi vedere lo danno in una sola sala: sola! Una sola sala che è anche una sola cioè, un rettangolo strettissimo e lunghissimo con incalcolabile numero di file per cinque massimo sei posti l’una, che c’entri da sotto lo schermo e laggiù, verso il fondo della sala, è una chimera di nero che dubiti possa avere fine il corridoio e temi a lanciarci l’occhio per paura che non torni con l’immagine. Poi per il parcheggio qui a Napoli, e in quella zona di quella sola sala sola (dove arrivano tutti i ricchi e i ricchioni della provincia a far compere per riempirsi le palle quando saranno messi all’ingrasso sotto a quegli abeti sradicati), c’è bisogno di scommettere, d’auspicare il terremoto. Ma non finisce qui: andiamo dentro al cinema: se il film che vuoi vedere lo danno in una sola sala – indipendentemente che sia sola o no – a fronte del gran numero di possibili spettatori della provincia, succede che pur se in perfetto orario devi beccarti una poltrona in prima fila. Lo schermo è alto, lassù, come cometa lavativa, come madonnina che appare ma resta celestemente appigliata alla gonnella del padreterno. Un film che vedi col collo, di collo, con la vertebrale attorcigliata e flessa, le pupille che evitano le lenti poiché s’alzano oltre il concepito, e la pipì che non vai a fare per paura di beccarti uno strappo alla cervice tanto stai incriccato fra le stoffe. Ah, ghigliottina bell'!
 
Munacell


7 dicembre 2007

di bocca

Soprattutto l’idea di aggettivare il vulcano, “buono” lo chiamano, per fare evidenza di quell’altro, di vulcano. Per, vincolandosi al mito, trarne stabilità o fondamento. Si pitta un ombelicale nell’aria, al minor sfregio un parto gemellare. Non una voce a sussurrare quanto il cattivo sia stato indispensabile per l’ingegno della nostra terra, dei sali e dei sassi e delle albicocche e d’altre dorature. No, la bontà scorre unta sulle pendici d’asfalto, un sacco di plastica trasparente soffoca il respiro e sfoca quei quattro denti d’un sorriso. Ma è dentro, nelle viscere, che immaginare un cuore commerciabile schiaffeggia il mito. E fa schifo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vulcano buono nola

permalink | inviato da ciromonacella il 7/12/2007 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


6 dicembre 2007

la gravità della guancia

 

La televisione è una signora che giovane fu assai bella, remotamente. Che s’è ricostruita gli zigomi usando plastiche scadenti, e che per cinque minuti o uno solo era riapparsa fulgida ma poi casca, penosa, dal respiro che sibila dall’interno: rantoli e muchi fanno bolle che esplodendo riecheggiano nella cassa toracica.

Ciò che you-tube (o simili venturi) sarà in futuro non è per ora neanche immaginabile. Ciò che offre è ciò che bisogna volere. Liberamente. Ieri sera, ad esempio, tornato dal campetto e dal freddo c’è Mentana e Vespa che guerreggiano a botte di starnuti, c’è poco altro poi. Ma se sei tu che hai il timone puoi viaggiare fino a dove vuoi. Io mi sono fermato qui. Morendone per almeno un'ora.



Qui per il primo movimento della stessa
moonlight. Ma è proprio il primo.


5 dicembre 2007

al terzo tempo si salta per aria

 

Il terzo tempo, un tempo destinato a manifestazioni di correttezza fra i contendenti, se imposto diventa una moina paragonabile allo sfregarsi delle 23 del quindicenne, un atto che perde grazia prima che ci si renda conto e che diventa appuntamento meccanico. Ennesimo esempio di invasione normativa. L’anno prossimo saranno multati tutti gli amanti che dopo l’amplesso non si baceranno la guancia dicendo a voce flebile quanto piacevole sia stato. Pure a mignotte, anzi, ancor di più gratificarle, essere corretti.

Per ora ammettiamo che è una sfondata botta di mazzo che il terzo tempo non fosse già obbligatorio domenica, sennò l’Atalanta fra una stretta di mano e l’altra ce ne faceva minimo altri quattro.

 

A proposito:


4 dicembre 2007

LibMagazine

 

È uscito il nuovoLibMagazine, speriamo non rientri tardi che non poco piove.
Dentro L’editoriale di Nardi “Il riformismo del giorno prima”, più dardo à la putanesca; Castaldi nell’ “Unicuique suum” salmeggia; Fronterrè inizia così “Nel nome del padre, del figlio, e del tortellino”, quindi va assolutamente letto il seguito; Martinelli con “Annapolis: appuntamento con la storia”; Maragò intervista Molleindustria, la fabbrica di videogiochi on line che s’è attirata l’attenzione di quel furbacchione di Volontè; Marullo sulla Cina con “Politica delle medaglie d’oro”; Taverni con “Due complessi di Edipo? Troppi”, imperdibile; io con “L’uovo di natale (e la gallina)” sui film-panettone; Costa con “L’arte ludica di Munari”; Menegante con “Veneto: libero sfogo”; Sozi con “Orgia e castigo”; e Cangiano con “Violenza corsiva”, “un buon corsivo”. Mia la vignetta che vedi.

Vota qui il blog del mese


3 dicembre 2007

il fascino della lirica colpisce ancora

Diciamo che il Labouratorio più che situazionista parte leggermente impreciso. Veste un’epigrafe per cui pecca proprio dove il buon giornalista soffre il peggior incubo: la verifica delle fonti. La citazione che apre il numero zero è tratta da Pulp Fiction (nel sito campeggia infatti una bella foto chiarificatrice e fin qui ci siamo, ma non basta e lo vedremo fra poco) e suona così “Il cammino dell’ uomo timorato è minacciato dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è il pastore di suo fratello ed il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia ricadrà con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che proveranno ad ammorbare e distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.” Subito dopo il passo viene ritenuto dal Ciuffoletti come estrapolato dalla Bibbia, anzi senza estrapolato: un passo della bibbia”, con un indice d’appartenenza assai più denso della banale estrapolazione. Ma al Ciuffoletti sarebbe bastata una semplicissima sfogliata per trovare nell’antico testamento sotto il grassetto “Ezechiele 25-32 una serie di numeretti in grassetto seguiti da alcune frasi; ebbene, al numero 17 (in grassetto anche questo, più o meno così “17) si può leggere “Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta” nella verisione C.E.I.; oppure “eseguirò su di loro grandi vendette, li riprenderò con furore, ed essi conosceranno che io sono il Signore, quando avrò fatto loro sentire la mia vendetta” nella versione Nuova Riveduta; e “Innalzeranno su di te un lamento e ti diranno: -Come sei perita, tu che eri abitata dai principi del mare, la città famosa, che eri così potente in mare? Tu e i tuoi abitanti incutevate terrore a tutti quelli che abitavano lì-nella versione Nuova Diodati.

Non si tratta di anomalo miracolo inverso per cui le parole emanate da dio vengano poi da egli stesso improvvisamente riassorbite. È semplicemente che il passo (re)citato da Samuel L. Jackson in Pulp Fiction non è mai comparso manco di striscio nella bibbia. Ma andiamo, sù, ci può stare: numero zero primo errore, ma tanti auguri alla nuova avventura perché siamo del parere che più si scrive meglio è. Certo, potevo anche limitarmi a fare gli auguri e muto… ma non ce l’ho fatta: il cinema è una cosa seria, mica politica…


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. labouratorio

permalink | inviato da ciromonacella il 3/12/2007 alle 17:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


3 dicembre 2007

rassegna stramba

L’ira russa di sputacchiator putìn, dirigente d’ingenti agenti furono dissecretati, dice che non sta bene che l’idea populista venga tumefatta dall’osservazione estera. Tutto ciò funziona nel mondo, viene premiato, il popolo non avverte, non sovverte, non diverte, quindi è una fortuna che a divertire e a sovvertire e ad avvertire ci pensi il capopopo’. Anche perché il fondamento di alcuni diritti fondamentali è noto possa variare da parallelo a parallela (tu pensa al quadro svedese), e paese che vai usanze che trovi, e gallina vecchia fa buon prode. Come prode è l’esplosione di colpi in aria dei nostri prodiziotti, che bene facciano crivellando i malavitosi perché è intossicosa assai questa serenata, svegliatevi, svegliatevi! Nel frattempo la Germania concede il quarto uomo, il gip del fattaccio alpino concede l’omicidio commissionato, Berlusconi concede il bipolarismo, la fifa non concede Riquelme maricòn al Boca, e il Milan non concede a Ronaldo la fifa per la palla. Chiudiamo con la disdicevole sfortuna per Olanda, Francia e Romania di esser capitate nel girone degli azzurri per i prossimi Europei di calcio da disputarsi in Svizzera, Austria, Ticinia, Istria, Aspra, Ucraina e Camciatca.

 

‘o munaciell’

[ah, a proposito, poi ditemi se non c'azzeccava questa]


1 dicembre 2007

lo sciamano non tira lo sciacquone

La condizione ottimale per una nerboruta amministrazione del potere è l’ignoranza del sottoposto. L’uomo infatti, in condizione di indecifrabilità sensoriale o logica, è per natura disposto alla fiducia – ove non fede – verso l’uomo che afferma e a suo modo prova di possedere una rotta, un orientamento. Curioso e allo stesso tempo giustificabile è il fatto che a battersi in favore di una percezione della realtà come indecifrabile magma sia – e sia stato sempre nel corso nella storia – l’uomo che gode dei piaceri della posizione di superiorità a qualsiasi livello la linea della normalità – il pelo dell’acqua – si riscontri. Ad esempio, nelle province remote e nei piccoli borghi (parliamo qui di un livello d’acqua in evidente bassa marea) vige ancora la credenza del malocchio e la relativa capacità di alcune sapienti vecchine di eliminare o contrastarne gli effetti mediante un preciso rituale; è tramite questo rituale che la vecchina si pone in una posizione leggermente ma nettamente rialzata rispetto alla comunità, e da tale posizione, giurando sull’esistenza del malocchio, ottiene quel soprappiù di rispetto e/o audienza. Se ci spostiamo ad un livello d’alta marea, ma proprio dove l’acqua infradicia la carotide, troviamo il culmine della stregoneria, la sola magia che sia sopravvissuta in integro stato alla fatale secca illuminista: la chiesa cattolica e il far da sciamano del prete e del pontefice in testa. Cioè la metamorfosi naturale che dal rispetto o dall'audienza conduce al potere. Ebbene, non è un caso che il pontefice abbia l’ardire di scagliarsi contro l’illuminismo né bisogna farne scalpore. Poiché il processo innescato da quel turbinio di ribellione all’imbalsamazione del cervello in vita ha forzato l’uomo a comprendere che la realtà è decifrabile attraverso leggi fisiche e chimiche in ogni suo aspetto.

La decifrabilità è sottrazione di potere dalle mani del potente.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. enciclica illuminismo spe salvi

permalink | inviato da ciromonacella il 1/12/2007 alle 0:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre        gennaio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
mirada pirata
fantacucina
sport
cinèma
duende
televizione
'O Munaciell'
a lo mejor es un rincòn
Postero
Memorie del Munaciello

VAI A VEDERE

CINEMA

Arriva La Bufera
Zodiac
Manhattan
Zatoichi
l'arte del sogno
Hannibal Lecter
club silencio 1
club silencio 2
inland empire
Hero
NuovoMondo
L'ultimo bacio
spielberg
slevin
domino
sucker free city
amoresperros
prime
broken flowers
a straight story
filologia germanica zombie
volver
codice da vinci
guantanamera
hostel
crash
inside man: la 30° ora
il caimano
la promessa
Babel
Munich
Confessioni di una mente pericolosa
Bregovic
l'amico di famiglia
everything is illuminated
il diavolo veste prada
little miss sunshine
Le vite degli altri
Le conseguenze dell'amore
saturno contro
arthur e il popolo dei minimei
the departed
Crocevia della morte
blood diamond
Come Harry divenne un albero
Vertigo
le avventure acquatiche del capitan Zissou
Il mercante di pietre
Frankenstain Junior
Bobby
New York stories
Apocalypto
Le regole dell'attrazione
I falchi della notte



scrivimi qua:
mooncium@libero.it



da Libmagazine
No Country For Old Men
Sogni E Delitti: to kill or not to kill
Caos Calmo
Irina Palm, vedova delle pippe
Into The Wild
Eastern Promises
La Ragazza Del Lago
Tv-Days
Paranoid Park
L'uovo di natale
Il Beowulf del pc di Zemeckis
Niente è come sembra. L'artista e il pubblico.
Pornografia ed erotismo
Un trip da Don Chisciotte al Dr. Gonzo
Il superomismo di Danny Boyle
La festa del cinema non può accecarci
Planet Terror
Venezia, l'abboffata di ogni Crono
Il buio nell’anima
Il vortice della vita non è così asciutto
Sognando un altro sogno
Il controtempo di Kitano
Flags of our fathers
The Good Shepherd
Morricone, l’omino della musica
Saw 3, so bad
300, la levata dei figli di Serse
Inland Empire
L’ultimo re di Scozia

Clicca qui per
le mie vignette


Blog-roll

Agiamo

Aioros

Alcestis

Alterego

Angolo Di Bolina
Angolo Sbocco
Arciprete

Aronne

Arrabbiato

art.2

Baol

Barbara

Bazar

Blogodot

Bloggerperfetca

Buraku (yoshi)

Ciechielefante
CuncettaMente
Desaparecidos

Diderot

Eco di sirene

Eginone

Espressione

Formamentis

Francesco Nardi

Galatea
Giorgiodasebenico

Heartprocession

Ioguido

Jimmomo

KK

Kulturadimazza

Makia

Malvino
Marcoz

Metilparaben

Miss Welby
NickFalco

Nic Pic
Numerabile

Pasqualedigennaro

Pensatoio

PDN

Poldone
Raccoon

Raissa

Raser

Rip

Sannita

Ugolino

Unaperfettastronza

100e500mhz

         Videos 

Le favolette Dell'Elefantino
  
              clicca sull'immagine


        La Bomba

  
      clicca sull'immagine


       Alta Marea
 

      clicca sull'immagine


    La Rossa in Rosso
  
 
     
clicca sull'immagine 

     Guido Guidacciu
  
  
               clicca sull'immagine!

       God, d'oro
  
               clicca sull'immagine!
         
      Fumettini
    
  Prima parte
Italia-Francia

           clicca sull’immagine!
 


Seconda parte Italia-Francia

       clicca sull’immagine!


    
  
 



Disclaimèr
Parliamoci chiaro. Questo blog non è un albergo né un giornale. Non è una carta, non è giornaliera né qualcosa da mangiare. Questo blog rappresenta l’offesa della tecnica all’uomo, e viceversa. Non è me, non è il munaciello che vi parla, non è me che vi dico, anche perché voi non esistete che in certe vecchie cartoline. Io e  te non esistiamo e, soprattutto, non coincidiamo. Quindi nel caso in cui tu avessi qualche soddisfazione da chiedermi per cose che ho detto o fatto a te o a qualsiasi tua parente di gradevole aspetto, non hai che da dadà darmi appuntamento domattina all’alba – facciamo alle cinque che prima delle cinque la gallina non fa l’uovo e posso mai duellare a stomaco vuoto? – dietro la chiesa abbattuta e sconsolata. Oppure mi chiedi con urgente violenza di rimuovere, ed io, che so intendere senza mercanteggiare, rimuorrò.

Stesso discorso vale per le immagini, le foto, e soprattutto per le cose che non capisci. E per quelle che non capisco io. Stesso discorso non vale invece per le sparatelle dei commentatori. Quindi altro discorso:



 

Technorati Profile

CERCA